Che cos'è l'insulino resistenza? Cause e sintomi

L’insulino resistenza è una condizione metabolica con un tasso di percentuale elevatissima nei paesi occidentali, questa se non prevenuta e trattata, a lungo andare può causare gravi patologie, come il diabete, e naturalmente anche peggiorare i vostri risultati se seguite un programma alimentare.  Ma vediamo il perché; partiamo dall’origine.

Cos’è l’insulina? Che ruolo ha nel metabolismo corporeo?

L’insulina è un ormone peptidico, essa viene sintetizzata nel pancreas sotto forma di precursore inattivo a catena singola: la preproinsulina, che viene conservata nelle cellule Beta del pancreas.   Agendo attraverso recettori localizzati sulla membrana plasmatica l'insulina stimola l'assunzione del glucosio da parte del tessuto muscolare e del tessuto adiposo, dove viene convertito in glucosio 6-fosfato. Oltre ad agire in modo diretto sul muscolo e sul fegato, influenzando il metabolismo deglizuccheri e dei grassi in questi due organi, l'insulina agisce sul cervello per inviare indirettamente dei segnali a questi tessuti. Ok, dopo questa premessa scientifica cerchiamo di semplificare i concetti e arriviamo al problema. Abbiamo detto che il compito dell’insulina è abbassare i livelli di glucosio nel sangue e veicolare lo stesso all’interno delle cellule muscolari e adipose. Bene, le cellule muscolari, che sono affamate (se il vostro metabolismo funziona), presentano al loro esterno dei recettori chiamati GLUT4 ; quando il glucosio è troppo alto nel sangue, una parte di questo entra nella cellula, cosicchè la concentrazione di glucosio interna raggiunge l'equilibrio omeostatico con quella esterna. L’ingresso del glucosio nella cellula è un fenomeno reversibile ma è reso irreversibile dalla reazione catalizzata da esochinasi Glucosio + ATP → Glucosio + Pi + ADP. Da qui poi il glucosio potrà essere utilizzato per i suoi scopi energetici ed entrare nel ciclo di Krebs dopo diverse reazioni.

ESEMPIO PRATICO DI COSA SUCCEDE NEL NOSTRO CORPO QUANDO SIAMO INSULINO RESISTENTI 

Ma cosa succede se costantemente abituiamo il nostro corpo ad un eccesso glucidico quotidiano che di conseguenza ci porta a lungo andare ad accumulo di tessuto adiposo?

Il tessuto adiposo pieno di lipidi rilascia dei fattori proteici che attirano i macrofagi, gli spazzini del nostro organismo. Queste cellule si infiltrano nel tessuto, arrivando a rappresentarnee anche il 50% della massa . I macrofagi, provocano la risposta immunitaria e producono TNFa, che favorisce l'esportazione degli acidi grassi. Gli adipociti esportano gli acidi grassi nel muscolo, dove si formano dei depositi ectopici di lipidi. I lipidi ectopici interferiscono con il movimento dei GLUT4 verso la superficie del miocita, producendo la resistenza all'insulina. Molto bene, siccome è abbastanza complesso semplifichiamo livello “trisomia 21”.  Avete presente il buon vecchio Gandalf nel signore degli anelli? Ecco, diamogli il ruolo da protagonista, tutti si ricordano la famosa scena “Tu non puoi passare!!!!” al mostro gigante sul ponte. Ecco Gandalf diventa il signore degli zuccheri, diventando un Glut4 che da buon condottiero vuole difendere la compagnia degli organuli cellulari di conseguenza si ribella al mostro Glucosio e non gli permette così di entrare nella cellula. Una volta raggiunto questo stato sono qui che iniziano i problemi. Sovrappeso: vedete un chicco di riso e ingrassate, scarsi risultati, si eleva lo stress, maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2 ecc ecc…Ma oltretutto, si perde l’effetto benefico dell’ormone insulinico, che è uno degli ormoni anabolizzanti più potenti. Non solo quindi si rischia di ingrassare, ma non si beneficia nemmeno degli effetti di questo ormone. 

Come recuperare la sensibilità all'insulina? 

Il metodo più efficace è la restrizione calorico-glucidica per un determinato periodo non definito. Quindi  optare in cambiamenti di stile di vita alimentare quali: fare piccoli pasti ed evitare picchi glicemici inserendo nella dieta cibi ad alta densità e a basso contenuto energetico e ricchi di fibre, in modo tale da avere un assorbimento di zuccheri graduale e controllato. Ridurre la quota di grassi saturi ai fini dei polinsaturi Omega 3 omega 6. Avere anche un apporto proteico adeguato evitando i grassi della carne. Avere un piano alimentare con un regime calorico individuale in modo tale da monitorarsi e non eccedere. Il tutto per "Affamare" il muscolo di glucosio, per poi ridarglielo in maniera graduale e mirata. È fondamentale "insegnare" all'organismo a saper fare affidamento sui grassi come fonte energetica, e saper passare al metabolismo glucidico al momento opportuno. Questo é possibile soprattutto grazie ad un’ attività fisica mirata, basata sulle abitudini della persona e affinata al suo problema, sia aerobica che contro resistenze, (ATTENZIONE i pesi vengono molto sottovalutati dal collettivo, NON MORDONO). Ora, tutto il nostro monologo non è opinabile a tutti, ovviamente siamo tutti diversi, e dobbiamo metterci in testa che certe volte la genetica la fa da padrone, ci sono persone che si abbuffano e non mettono un kg, ma questo discorso sarà affrontato in opportuna sede, comunque questa non è una buona scusa per non iniziare a cambiare. Non sei un albero, muoviti!  

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Categoria: Alimentazione equilibrata, Benessere fisico, Fitness

Tags: alimentazione alimentazione sana benessere salute insulino resistenza Allenamento carboidrati

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