Perchè gli Omega 3 sono importanti?

È oramai risaputo che gli omega 3 e la loro assunzione costante nel tempo aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, ha effetti benefici sull'apparato neuromuscolare e aiuta la comunicazione sinaptica. Questi sono alcune delle funzioni di questi acidi grassi che negli ultimi anni sono stati studiati molto specificatamente. Gli omega 3 sono grassi acidi essenziali, ossia che non vengono sintetizzati dal corpo autonomamente e quindi devono essere assunti con la dieta.

Ma prima di tutto perché omega 3?

Omega sa di film di fantascienza, qualcosa di speciale, invece non è altro che la composizione chimica, infatti gli acidi grassi omega 3 sono caratterizzati dalla posizione del primo doppio legame che, iniziando il conteggio dal carbonio terminale (carbonio ω ovvero carbonio n), occupa la terza posizione. L’acido grasso omega-3 maggiormente rappresentato nel mondo vegetale è l’acido alfa-linolenico (LNA). Questo acido grasso deve essere trasformato in EPA (acido eicoisapentenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). I modelli alimentari degli Eschimesi della Groenlandia, che consumano grandi quantità di lipidi provenienti da pesce, foche e balene e tuttavia mostrano una bassa incidenza nelle malattie cardiovascolari, indicano che i due acidi grassi essenziali DHA e EPA sono responsabili dei benefici sulla salute. 

 Gli Omega 3 sono presenti nel pesce e in alcune piante, in particolare:  

Pesce (EPA e DHA), soprattutto salmone, pesce azzurro, aringhe  

Olio di pesce (EPA e DHA) 

Noci (ALA) 

Oli vegetali come l'olio di lino, di semi di canapa, di ribes nero, di sacha inchi  

Crostacei (EPA e DHA) 

Recentemente L'Ohio State University attraverso studi scientifici ha affermato che gli omega 3 sarebbero fondamentali per l'accorciamento dei telomeri regioni terminali dei cromosomi, composti di DNA altamente ripetuto che protegge l'estremità del cromosoma stesso dal deterioramento o dalla fusione con cromosomi confinanti. Questo permetterebbe un miglioramento a livello genomico e in ottica di terapia anti-invecchiamento. Perché ricordiamoci che invecchiamo non quando salgono gli anni sul calendario, ma quando le nostre cellule invecchiano e in parte noi stessi, con le nostre scelte quotidiane, siamo responsabili del loro invecchiamento. Il consumo regolare di pesce (almeno 2 volte la settimana) e del suo olio ha un effetto positivo sul profilo dei lipidi plasmatici, e complessivamente svolge un ruolo protettivo abbassando il rischio di malattie e il tasso di mortalità cardiache (inteso come probabilità di incorrere in fibrillazioni ventricolari e morte improvvisa riducendo il rischio della malattia di Alzheimer, di patologie infiammatorie, e (per i fumatori) di contrarre malattie polmonari croniche di tipo ostruttivo. Uno dei meccanismi proposti per spiegare la riduzione del rischio cardiovascolare è rappresentato dal fatto che gli omega 3 prevengono la formazione di coaguli nei vasi arteriosi. Inoltre, essi potrebbero anche inibire la formazione delle placche atero- sclerotiche, ridurre la pressione e le resistenze vascolari totali stimolando la formazione di ossido nitrico di derivazione endoteliale per facilitare la perfusione del miocardio. Gli effetti benefici degli omega 3 sono oramai noti, ma non ci interroghiamo sull’origine della loro importanza, infatti pochi ci danno la risposta scientifica, in quanto consigliano ciò che hanno sentito dire senza interrogarsi. Noi vogliamo come sempre offrivi una motivazione sensata e razionale del perché essi sono davvero fondamentali oltre che a livello cardiaco a livello nervoso. Ciò che sta all'origine del tutto è semplicemente l'evoluzione dell'uomo stesso. In questo caso ci colleghiamo ad uno studio di Micheal Crawford. Egli afferma che tutta la catena evolutiva, dagli organismi a una sola cellula, come i dinoflagellati, fino ai cefalopodi, ai pesci, agli anfibi, ai rettili, ai mammiferi e allo stesso Homo Sapiens, usa gli omega 3 per la costruzione e il funzionamento delle cellule nervose. Di conseguenza se nella dieta non vi è un giusto apporto di omega 3 vi possono essere delle complicanze neurologiche a lungo termine. Infatti egli afferma che l'avvenimento così drastico di patologie nervose e neurodegenerative che attanaglia il ventunesimo secolo come:

  • Depressione, 
  • Alzheimer, 
  • Parkinson,
  • Deficit di attenzione
  • Schizofrenie

sia dovuto ad una scorretta integrazione ed alla sostituitone quasi completa con gli omega 6 e quindi con oli quali: (mais, colza, girasole e soia). Infatti generalmente il rapporto tra omega 3 e omega 6 dovrebbe essere 4:1, ma questo non è standardizzabile ed è diverso in ogni paese in base a tradizioni e cultura, si guardi ad esempio alla Finlandia dove il consumo di omega 3 è molto elevato. A supporto di quanto riferito da Crawford è stato recentemente fatto uno studio da Bernard Gesh nel 2002, su un gruppo di carcerati. Lo studio venne fatto in cieco, ossia che le persone non sapevano cosa assumevano, ad alcuni davano omega3 ad altri placebo. Lo studio durò ben tre settimane e si riscontrò un notevole risultato: l’aggressività dei detenuti che avevano assunto omega 3 si è ridotta del 39%.  

Infine quindi che dire: analizzate il vostro piano alimentare e verificate la presenza costante degli omega3. Se essi non sono presenti o sono presenti in quantità misere, data anche la scarsità dei micronutrienti degli alimenti industrializzati moderni, cercate di assumerli con una variazione della dieta o con un integrazione controllata. Non vi è,  come riferito prima, una dose giornaliera standardizzabile, ma la WHO (world health organisation) raccomanda un assunzione di tra i 0,3-1,5 g/die. 

Vi ricordiamo sempre di fare riferimento a personale medico per l’integrazione. 

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Categoria: Alimentazione equilibrata, Benessere fisico, Integratori alimentari

Tags: alimentazione sana Integrazione Integratori benessere malattie cardiache prevenzione salute

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