La fame nervosa, come combatterla!

"Gli orologi facevano tic e tac; quelli di oggi fanno stress e relax, stress e relax."

In questo articolo tratteremo di uno dei difetti alimentari che pervade le menti di ogni essere umano almeno una volta nella vita, la fame nervosa. Non vi è mai capitato di essere talmente affamati da azzerare ogni neurone nel cervello e mangiarvi anche le gambe del tavolo senza un minimo controllo? Sicuramente si, soprattuto chi ha in corso una dieta non pianificata in maniera eccellente spesso inciampa in questo incidente di percorso. Dopo una giornata di lavoro tornate a casa cenate e vi mettete sul divano, dopodiché prendete un pacchetto di patatine, poi cioccolato poi cereali e cosi via arrivando a fine serata avendo mangiato una montagna di cibo. Questo è uno dei migliaia di esempi, ma vediamo perché.  

Intanto, la fame nervosa, da cosa dipende, qual è la sua origine? Lo stress.  

Parola molto vaga utilizzata oramai da tutti per giustificare problematiche quotidiane, tutti ne parlano ma nessuno sa realmente cosa sia lo stress e che impatto devastante ha sul nostro corpo se è continuativo nel tempo. Per lo stress in sè ci sarebbe da scrivere un libro intero in quanto quando se ne parla si generalizza sempre la sua natura, ma basandoci sui principi scientifici lo "stress" della fame nervosa fa parte della cerchia di migliaia di stressor che possono colpire il nostro corpo. In sunto lo stress è un meccanismo di difesa del corpo che ci mette all’erta da un pericolo imminente, avendo così l’attivazione da parte dei centri del cervello quale l’ipotalamo con l’attivazione di sistemi di risposta: CHR e attivazione dei glucocorticoidi. Questo ci permette di affrontare il pericolo imminente con il massimo del focus e permettendo cosi al corpo di evitare tutto il resto che è superfluo in quella determinata situazione che il vostro corpo percepisce come pericolo, al fine di prevenire la sopravvivenza.

Ma dove sta il problema?  

Dobbiamo fare chiarezza sulla parola stress, in quanto lo stress non esiste ma esistono gli stressor e ognuno di essi agisce in maniera differenziata in ognuno di noi, questo perché abbiamo sistemi nervosi che non sono sovrapponinbilli c’è chi l’ha più sviluppato chi meno, c’è chi ha recettori più sensibili chi di meno, intercorre poi l’età e il tipo di situazione a cui si è esposti, bhè come sempre nulla è generalizzabile, ma alla base ci sono sempre dei pricipi scientifici da cui tutto parte. Quindi, lo stress è un meccanismo di difesa che ci permette di sopravvivere, fin qui tutto bene, il nostro corpo è meraviglioso e preparato a tutto, ma se questo stressor si protrae nel tempo non diventa più un alleato nei nostri confronti bensì nemico per il nostro sistema corporeo. Per capire veramente di cosa stiamo parlando dobbiamo fare un esempio: lo stress tra animale e uomo è si uguale ma differisce in una cosa molto importante: l’uomo presenta la ragione e la sua mente in quanto alleata può trasformarsi in nemica rendendo lo stressor continuativo nel tempo e devastando l’organismo a lungo andare. Vediamo come: ipotizziamo che una mattina una gazzella si alza bella tranquilla con l’intento di correre per la savana con il suo branco, ma in quel momento sente che intorno a sè c’è un clima non piacevole, c’è qualcosa che non va e sente un pericolo imminente. Il leone esce dalla sua tana, e inizia l’inseguimento che porterà alla vita o alla morte della gazzella. Il corpo della gazzella cosa percepisce? PERICOLO. Questo attiva il centro ipotalamico e tutti i meccanismi di stress in modo da mettere in guardia la gazzella e renderla il più efficiente possibile per scappare. Tutto ciò che è superfluo viene disattivato. Bene questa mattina alla gazzella va di lusso, riesce a scappare, lo stressor è passato e i livelli ormonali ritornano nella norma e tutto il sistema corporeo anche. Nell’uomo purtroppo non è proprio così, in quanto noi possiamo essere causa del nostro male perché possiamo imporci attraverso la nostra mente migliaia di tipi di stressor, cui il nostro corpo reagirà come se fossimo davanti ad un leone che ci vuole mangiare, vediamo come.  

Uno studente tra un mese ha un esame molto importante che potrebbe portarlo verso la via della laurea, ha quindi solo un colpo in canna o dentro o fuori ne va della sua carriera. Dentro di se è molto preoccupato e sa che ogni giorno dovrà dare il massimo per sapere tutto il programma. Questo pensiero assiduo tutti i giorni porterà il corpo a reagire come se ci fosse un pericolo imminente all’improvviso, il problema è che questo si perpetua per 20/30 giorni. E sapete cosa succede? Che lo stress è continuativo nel tempo e non si ritorna mai a quell’equilibrio omeostatico fisiologico dell’uomo, ma è un continuo andare a cento all’ora senza mai ricaricare. Questo dilania il nostro corpo oltre che la nostra mente. Naturalmente ad ogni tipo di stressor ognuno di noi può agire diversamente e saperlo gestire è un arte che si impara con il tempo, anche perché questo può portare anche al fallimento dell'obiettivo che volete ottenere. La mente può davvero fare la differenza in ogni cosa e possiamo vedere da questo come sia un’arma a doppio taglio.  

Veniamo all’analisi dell'argomento principale di oggi, la fame nervosa.  

Come descritto sopra, mettiamo che siamo nel bel mezzo di una sessione di esami, viene attivato questo tipo di stressor e non riusciamo a gestirlo al meglio, cosa succede?  

Se reagite a questo tipo di stressor vi sono due possibili vie di risposta corporee:  

  • Iperfagia  
  • Ipofagia  

Questo perché la tempistica di attivazione di CRHglucocorticoidi fa la differenza.  Entriamo un attimo nello specifico, il CRH viene rilasciato dall’ipotalamo il quale attiva l’ipofisi che a sua volta stimola il rilascio dell’ ACTH che attiva i surreni per il rilascio dei glucorticoidi, il cui principale ormone è rappresentato dal cortisolo. È una reazione a cascata che avviene in un tempo irrisorio.  C’è una differenza tra CRH e glucorticoidi, i primi riducono notevolmente l’appetito i secondi stimolano la fame nervosa. Ma l’aspetto ancora più affasciante è che i glicorticoidi non si limitano a stimolare l’appetito, ma di preferenza stimolano quello per i cibi ricchi di amidi, zuccheri o grassi, ecco perché sotto “stress” tendiamo a preferire il Junk food come se non ci fosse un domani. Questo diventa poi sinonimo di scuse, in quanto magari per tutto l’arco della giornata non si è mangiato niente e ci si trova a divorare 3000 kcal in quindici minuti senza che ve ne accorgiate, il che poi crea rimorso dentro di voi attivando così un altro tipo di stressor, insomma come il gatto che si mangia la coda, si instaura un circolo vizioso che è devastante.  

Il CRH e i glucorticoidi sono ormoni attivati durante lo stress, eppure tutti e due agiscono sull’appetito, dove sta il punto cruciale?  

La differenza sta nella tempistica di attivazione, il CRH dopo un evento stressante si attiva in pochi secondi mentre i glucocorticoidi dopo diversi minuti e anche ore.  Come abbiamo detto il fattore importante in questo caso è la tempistica e facendo un piccolo ragionamento possiamo capire che: 

  • Alti livelli di CRH è uguale al blocco dell’appetito  

  • Alti livelli di glucocorticoidi simolazione eccessiva dell’appetito  

Ma cosa succede quando lo stressor è continuativo?  

I livelli di CRH e glucocorticoidi sono sempre alti, il che porta ad un massiccio rilascio giornaliero di CRH il quale però verrà eliminato in un tempo discreto, il problema incorre nell’eliminazione massiccia dei glucocorticoidi i quali ci metteranno molto di più. Se lo stress è cosi importante ci vorranno anche giorni.  Preme sottolineare che quando si parla di stress continuativo si prende in considerazione un'intermittenza relativa ad episodi che durante l’arco della giornata si alternano, da situazioni normali a quelle di stress. Ad esempio la mattina una mamma si alza, è in ritardo, deve portare i bambini a scuola fa veloce non mangia. Porta i bambini a scuola, si rilassa, arriva in ufficio e ha saputo che il capo vuole parlarle, altra situazione di stress, dopo il colloquio si tranquillizza ma la chiama il marito dicendo che ha fatto la fiancata della macchina e così via durante tutto l’arco della giornata. Presupponiamo che non siamo sfigati come la mamma presa in considerazione, ma quanti di noi vivono una vita frenetica e incastrano tutto nella giornata in maniera tale da occupare le ventiquattro ore a pieno? Lo facciamo un po’ tutti, soprattutto con i tempi che corrono tutto oramai è frenetico e veloce, il tutto poi naturalmente porta a situazioni sopra descritte, facendoci perdere completamente la via della salute corporea. Quindi un valido motivo del perché noi occidentali diventiamo spesso iperfagici è la nostra capacità di creare stressor intermittenti e soprattutto la scarsa capacità nel gestirli in maniera corretta per preservare la salute sia fisica ma soprattutto mentale.   

Ma con questo articolo vogliamo ancora di più mettere il dito nella piaga ed entrare in merito a cosa succede quando vi strafogate con questi pasti estremi. Dopo che il corpo ha assimilato il necessario, il resto andrà a depositarsi da qualche parte no? La zona per eccellenza è quella del grasso addominale in quanto, le cellule adipose addominali sono molto piu sensibili rispetto alle altre perché hanno più recettori che reagiscono a questi ormoni attivando gli enzimi per l’immagazinamento di grasso. Tutto torna: siamo in una situazione di pericolo, che noi ci creiamo per la maggior parte delle volte, il corpo lo percepisce come pericolo e sa che il cibo non è mai scontato e deve prevenire periodi di carestia, di conseguenza immagazzina. Il problema è che di lì a poco lo fregherete perché vi rimpinzerete ancora di cibo spazzatura.  Oltre a stimolare l’assunzione di cibi di poca qualità ricchi di zucchero amidi e grassi il tutto agisce anche a livello del cervello e del sistema nervoso dandoci anche un riscontro di piacere, il che rende ancora di più tutto complicato e difficile da controllare, insomma è una tragedia totale. 

Quindi come controllare questo circolo vizioso?  

Qualche piccolo consiglio:  

Visto che il problema è prettamente mentale bisogna adottare soluzioni in modo tale da eludere il sistema, quindi se sapete che soffrite di questo c’è bisogno di organizzazione e buona volontà di cambiamento.   

  1. Se sapete che siete via tutto il giorno cercate di prepararvi qualcosa da mangiare in modo tale da non saltare i pasti ed essere sempre ben nutriti. Anche perché fuori casa al giorno d’oggi è difficile incappare in pause pranzo salutari, soprattutto per il poco tempo che si ha, onde evitare questo dovete farvi trovare pronti.  

  2. Evitate cibi spazzatura preferendo cibi integrali che danno sazietà. In più una buona dose di verdura e frutta aiuta a riempire lo stomaco e a rendervi sazi.  

  3. Evitate di mangiare molto velocemente, in quanto i centri della sazietà nel cervello si attivano dopo circa venti minuti che mangiate, il rischio è che dopo tre panini al Mc Donald con 2000 calorie assunte in dieci minuti avrete più fame di quando avete iniziato.  

  4. Cercate di avere un riposo controllato, per massimizzare il tutto, evitate prima di addormentarvi schermi del telefonino o televisione, tutto deve essere buio.  "In the end winning is slepping better"​​​​​​​.

  5. Se siete sotto “regime” dietetico badate bene che sia una vostra scelta e non di qualcun altro,  le restrizioni forzate possono comportare molti danni, in quanto al primo pasto libero potreste mangiarvi anche il cameriere. Il tutto è sempre collegato ad un approccio mentale errato, questo significa anche che la vostra dieta è impostata non in maniera efficiente per voi è quindi giusto dar una revisione al vostro programma e al vostro approccio nei confronti del cibo. 

  6. Evitare di creare giustificazioni su comportamenti errati nei confronti del cibo e del vostro stile di vita. Ricordatevi che quando c’è di mezzo la vostra salute qualsiasi giustificazione non deve essere accettata, voletevi bene e siate consapevoli che se volete cambiare, il sacrificio è la base di un nuovo inizio.  

Lo stress è come una spezia: nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto, troppo poca produce un blando noioso pasto; troppa può soffocarlo.


Categoria: Alimentazione, Fitness, Mindful Eating

Tags: Health benessere stress fame nervosa junk food Relax stile di vita

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Cri

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